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mercoledì 2 gennaio 2013

FINO AL TRAGUARDO A QUALUNQUE COSTO STORIA DI DEREK REDMOND


CHE COS'E' IL SUCCESSO?
"QUELLA GARA MI HA TOLTO TANTO, MA MI HA DATO DI PIU'"



FINO AL TRAGUARDO

Una storia bella e maledetta di quelle che solo le Olimpiadi possono regalare. Una storia che reclama di essere raccontata per ribadire come spesso nello sport le emozioni non corrispondano al numero di medaglie vinte. Fin dagli esordi Derek Redmond mostra la stoffa del campione: ha resistenza alla velocità, una falcata potente ed elegante, un rush finale travolgente. Nelle categorie juniores vince tutto, a 19 anni sorprende il mondo ottenendo il record britannico assoluto nei 400 metri. Nel 1987 vince l'argento mondiale, alle Olimpiadi di Seul è la grande speranza europea contro lo strapotere americano. Gli ultimi test hanno confermato che è al top della condizione, qualche commentatore azzarda il suo nome come favorito. Arriva in Corea e rimane ammaliato dall'atmosfera olimpica, non vede l'ora di scendere in pista. Manca un quarto d'ora alla sua batteria di qualificazione, Derek sta ultimando il riscaldamento quando la sua caviglia cede improvvisamente. Il sogno olimpico è finito prima di cominciare, la diagnosi medica è impietosa: lesione scomposta del tendine d'Achille sinistro. Scopre il dolore, convive con la paura di non tornare più quello di prima ma trova la forza di reagire. Fa fisioterapia, passa da una sala operatoria all'altra per accelerare il recupero, ascolta scrupolosamente i consigli del padre-allenatore. Quando i medici gli danno il nulla osta per tornare ad allenarsi, si sente rinato. La risposta della pista è confortante. Non avverte dolore alla gamba, il talento non può essere stato offuscato da un infortunio. Vince i giochi del Commonwealth e nel '91 trascina la Gran Bretagna all'oro mondiale nella staffetta 4x400 con una seconda frazione straordinaria. Ha le risposte che cercava, pensa che sia giunto il momento di prendersi la rivincita con il destino.

domenica 25 novembre 2012

JULIO VELASCO: UN GRANDE COMUNICATORE, UN MUST!!

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Velasco ospite di 21 minuti, la risposta italiana a Ted:
21 speakers di fama internazionale avranno a disposizione 21 minuti per raccontare e raccontarsi, per illustrare la propria visione del mondo e le proprie idee, per condividere con il pubblico pensieri e opinioni su temi come il successo, l’innovazione, il cambiamento, la sostenibilità. 
L’obiettivo di 21minuti è creare un osservatorio in costante aggiornamento che selezioni in modo meticoloso le menti più brillanti del pianeta, che sia capace di divulgare saperi, idee e ispirazioni, di offrire un’occasione per chiunque desideri trovare nuovi stimoli. 

LA CULTURA DEGLI ALIBI:OSPITE DI RAI 2





Si parla di Sport ma gli stessi alibi si cercano nella vita di tutti i giorni quando fare qualcosa non ci riesce facile, si trovano scuse che non dipendono da noi per abbandonare l'attività,si trovano motivi anche ragionevoli per i quali non si può fare,si scarica la responsabilità dei fallimenti sulle persone con cui lavoriamo.

Estratti dal video:
Molti pensano che vincere voglia dire solo battere l'avversario,invece vincere significa anche superare i propri limiti.
La vita non è un campionato; noi facciamo un mestiere difficile perchè non ci basta fare le cose bene ma dobbiamo farle meglio degli altri...
La vita non è così è tutta un'altra cosa.

domenica 13 maggio 2012

JOSEFA IDEM:UNA CAMPIONESSA A 360°





Unica atleta ad aver partecipato ad 8 Olimpiadi

-Pillole dal video-

E' una questione di pensiero?
Anche,sì... è quella famosa frase di Napoleone che dice "Succede sempre ciò che più temo" ed è vero che se penso alle cose giuste vado vicina al risultato, quindi è anche una questione anche molto mentale durare nel tempo, avere le immagini giuste nella testa.
Se penso di andar male, andrò male perchè mi preparo tutto per farlo, quando invece penso al buon risultato vado più vicina a quello.


In realtà io tutto questo periodo in canoa lo ritengo un periodo di grande apprendistato;ho imparato moltissimo per la vita, attraverso il fatto di superare i miei limiti, altrimenti non sarei stata competitiva.Ho capito anche che tante volte ci lamentiamo ma basta resistere un pò dopo le cose vengono spontanee..questo si chiama esercizio.

Naturalmente si cresce e si matura e capisci che le vere medaglie della vita sono altre, non sono quelle che possiamo vincere su un campo di gara;quelle sono un trampolino di lancio...si impara molto, è un bellissimo passatempo, un bel lavoro

"La vera patria è avere un luogo dentro se stessi dove poter tornare.Tante volte abbiamo bisogno di una società sportiva,di una nazione, di una bandiera,di una religione di un gruppo di appartenenza, perchè non stiamo bene con noi stessi"
Josefa Idem